È emersa l'intelligenza artificiale che migliorerà la visione dei robot senza sensori costosi

Scienziati dell'Istituto AIRI hanno presentato ad una conferenza scientifica internazionale il virtuale e

realtà aumentata ISMAR 2022 a Singapore Modelli AI per costruire “mappe di profondità”. La tecnologia aiuta a migliorare la visione artificiale senza l’uso di sensori costosi.

L'analisi approfondita è uno dei compiti principaliapplicazioni di visione artificiale. Affinché il robot possa navigare nello spazio e il filtro di realtà aumentata sia sovrapposto all'immagine desiderata, il sistema deve stimare correttamente le distanze di ciascun oggetto nell'inquadratura.

Di norma, le mappe di profondità sono costruite sulla base diinformazioni provenienti da speciali sensori. Il più popolare di questi è lidar. Questo dispositivo dirige un raggio di luce e misura il tempo necessario per il ritorno del riflesso. Svantaggi di questa tecnologia: portata limitata e costo elevato dei sensori. In alternativa vengono utilizzate anche telecamere RGB. Questo metodo viene utilizzato nello sviluppo di varie applicazioni AR per smartphone.

La nuova tecnologia ha combinato diversi approcci asoluzione del problema della stima della profondità. I ricercatori hanno sviluppato modelli che utilizzano informazioni spaziali globali per creare le mappe più accurate. Il modello proposto combina i vantaggi dei trasformatori e delle reti neurali convoluzionali. Gli autori osservano che il modello è in autoapprendimento e non necessita di dati dai sensori di profondità.

Gli sviluppatori hanno riferito che il metodo propostoha superato la valutazione delle prestazioni su set di dati indipendenti e ha mostrato uno dei migliori risultati al mondo. Le informazioni su modelli e metodi dovrebbero essere presto rese pubbliche.

Leggi di più:

La NASA ha rivelato l'origine di Haumea, il pianeta più misterioso del sistema solare

La "materia oscura" del genoma nascondeva il trattamento del cancro: ciò che gli scienziati hanno trovato lì

Cinque milioni di anni di morte: perché il "Grande Morire" ha richiesto così tanto tempo