Le immagini sono state create dai dati raccolti dal Low Frequency Array (LOFAR), una rete di oltre 70.000 piccole antenne.
Gli autori dello studio osservano che per crearepiù di 13 terabit di dati grezzi al secondo devono essere digitalizzati, trasferiti al processore centrale e quindi combinati, il che equivale a più di 300 DVD.
Selezione dei risultati scientifici.Autori, da sinistra a destra partendo dall'alto: N. Ramírez-Olivencia et el. [Radio]; NASA, ESA, Hubble Heritage Group (STScI / AURA) -ESA / Hubble Collaboration e A. Evans (Università della Virginia, Charlottesville / NRAO / Stony Brook University), a cura di R. Cumming [ottico], K. Greeneveld, R. timmerman; Lofar e il telescopio spaziale Hubble. Kukreti; LOFAR e Sloan Digital Sky Survey, A. Kappes, F. Svejen; Lofar e DESI Legacy Imaging Survey, S. Badole; NASA, ESA e L. Calcada, Grafica: W.L. Williams.
Nuove immagini rese possibili danatura internazionale della collaborazione, ampliando i confini di ciò che sappiamo sulle galassie e sui buchi neri supermassicci. Numero speciale della rivista scientifica Astronomy & Astrofisica è dedicato a 11 articoli di ricerca che descrivono queste immagini e risultati scientifici.
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