I fisici hanno dimostrato un effetto quantistico che spiega l'eterogeneità dell'universo

I ricercatori hanno utilizzato un supercomputer per testare il meccanismo Kibble-Zurek, l'effetto quantistico,

che prevede la dinamica di una transizione di fase quantistica. La ricerca migliora la comprensione dei principi fondamentali del mondo.

Se vuoi calcolare il movimento di unopalla da biliardo, è relativamente semplice. È molto più difficile prevedere le traiettorie di innumerevoli particelle di gas in una nave che si scontrano costantemente, decelerano e deviano. Prevedere il comportamento delle particelle quantistiche è ancora più difficile. Non sorprende che anche i supercomputer più potenti non siano in grado di far fronte a questo compito.

Per semplificare questo compito, gli scienziati hanno utilizzatoreti neurali artificiali per ridurre il grado di incertezza del compito e riformularlo in una forma che può essere risolta utilizzando i moderni strumenti informatici.

Rappresentazione schematica di una transizione di fase in un sistema bidimensionale con spin 1/2. Immagine: Markus Schmitt et al., Science Advances

Usando questo metodo, gli scienziati hanno studiato l'importanteuna previsione teorica che finora non è stata calcolata: il meccanismo della meccanica quantistica di Kibble-Zurek. Descrive il comportamento dinamico dei sistemi fisici durante la cosiddetta transizione di fase quantistica. Il più ovvio di questi: un cambiamento nello stato di aggregazione di una sostanza o la perdita delle proprietà di un magnete quando riscaldato.

Ad esempio, se il materiale smagnetizzato iniziafresco, quindi le sue proprietà ritorneranno dopo una certa temperatura. Questo momento è chiamato transizione di fase. Inoltre, ciò avviene in modo non uniforme in tutto il materiale. Vengono invece creati contemporaneamente tanti piccoli magneti con i poli orientati in direzioni diverse. I fisici chiamano questo difetto il “mosaico di magneti”.

Il meccanismo Kibble-Zurek è stato originariamente introdottoper spiegare la formazione della struttura dell’Universo. Dopo il Big Bang era omogeneo, ma man mano che si raffreddava, cominciavano a formarsi dei difetti, come nei magneti, che formavano singoli ammassi, galassie, stelle. 

Nel loro lavoro, gli scienziati sono riusciti a dimostrare che lo stesso effetto funziona anche nel microcosmo a temperature prossime allo zero assoluto, quando gli effetti quantistici iniziano a dominare.

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